CONDIVIDERE SENTIERI

Il sentiero CAI 316 “Corbellini” tra interventi manutentivi
e occasione d’incontro tra Comunità

workshop di architettura

Sappada e Prato Carnico

25-28 agosto 2021


Il programma completo del festival vicino/lontano mont si trova qui

 

camminare condivide con il fabbricare e con il lavorare quell’elemento di impegno cruciale di conoscenza del corpo attraverso il mondo e del mondo attraverso il corpo

Rebecca Solnit, Storia del camminare

 

Il sentiero Corbellini, realizzato negli anni Trenta incidendo la costa della montagna, aveva lo scopo di rendere più agevoli i collegamenti tra Sappada e la Val Pesarina. A partire dal sentiero, un gruppo di architetti e studenti di architettura ha approfondito la conoscenza del luoghi attraverso camminate, visite, discussioni e confronti con chi conosce e vive la montagna e le due valli.

La struttura realizzata nel prato antistante il Museo Etnografico di Cima Sappada è il modello astratto in scala reale della proposta scaturita da quattro giorni di workshop. Si propone la realizzazione di due strutture lungo i sentieri, una per valle, due “porte” costituite ciascuna da una coppia di stanze, la cui forma richiama la pendenza dei tetti e la sezione delle valli, mentre le pareti sono costituite da pannelli realizzati con elementi dell'architettura e della decorazione tradizionali: scandole in legno, bucature dei parapetti, strutture di essiccazione del fieno.

La “stanza” con forma più aperta è dedicata a Sappada, quella con forma più aguzza alla Val Pesarina: la loro congiunzione rappresenta il simbolico collegamento tra i luoghi e le comunità, e invito all'incontro, allo scambio e alla condivisione.

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walking shares with making and working that crucial element of engagement of the body and the mind with the world, of knowing the world through the body and the body through the world

Rebecca Solnit, Wanderlust: A History of Walking

 

The Corbellini trail, built in the 1930s by carving into the mountainside, was intended to make the connections between Sappada and the Pesarina Valley easier. Starting from the trail, a group of architects and architecture students have deepened their knowledge of the area through walks, visits, discussions and debates with those who know and live in the mountains and the two valleys.
The structure built in the meadow in front of Cima Sappada's Ethnographic Museum is the full-scale abstract model of the proposal resulting from the four-day workshop. It proposes the construction of two structures along the trails, one for each valley, two "doors" each consisting of a pair of rooms, whose shape recalls the slope of the roofs and the cross-section of the valleys, while the walls are made up of panels composed by elements of traditional architecture and decoration: wooden shingles, holes in the parapets, hay drying structures.
The "room" with the most open shape is dedicated to Sappada, the one with the sharpest shape to Val Pesarina: their conjunction represents the symbolic connection between places and communities, and an invitation to meet, exchange and share.

 

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vicino/lontano mont

Paola Colombo, Claudio Pellizzari

 

comitato organizzatore_organizing comitee

Lorenzo Cotrer (Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Udine), Andrea Polencic (Comune di Sappada), Andrea Puschiasis (Pro Loco Val Pesarina – laureando in architettura)

 

tutor

atelier mobile_Luca Barello, Niccolò Suraci, Cristiano Tosco

 

partecipanti_participants

Chiara Buccolini, Andrea Comuzzi, Vera Novello, Francesco Pavanello, Micaela Tedone

 

consulente_consultant

Nilo Pravisano (gestore rifugio De Gasperi dal 1978 al 2016)

 

con il contributo e l’assistenza di_with the contribution and assistance of

Paolo Bon (Ordine Architetti PPC di Udine), Pietro De Faccio e Adriana Stroili (CAI Tolmezzo), Enrico Agostinis (storico), Simone Gonone (gestore rifugio De Gasperi dal 2016)

 

in collaborazione con_in collaboration with

Comuni di Sappada e Prato Carnico, ASCA, Sezioni CAI di Tolmezzo e Sappada, Rifugio De Gasperi, Officina Montagna – Cantiere Friuli UniUd, Cadore CSD

 

un grazie speciale a_special thanks to

Michele Bonino e Giovanni Corbellini (Politecnico di Torino - DAD)

 

fotografie_photos

atelier mobile, Elena Bo, Andrea Puschiasis